22/02/2021
Largo Consumo 02/2021 - Approfondimento - pagina 91 - 1 pagina - Luca Ilorini
Cosmetica

Il beauty gender-neutral

Il beauty gender-neutral

Accettarsi senza discriminazioni e sentirsi liberi di esprimere sé stessi sono concetti cardine del “nuovo” modo di intendere la vita, troppo spesso scontati o lasciati in disparte per logiche di convenzione e prepotenza, che ha trovato nell’universo fashion e nella sfera cosmetica terreno fertile per un nuovo trend su cui molti grandi player hanno deciso di investire con decisione. Per dare un’idea tangibile dell’impatto di questa tendenza emergente è interessante osservare come l’app di moda a matrice UK Lyst abbia registrato un incremento del 52% nella ricerca on line di termini come “genderless” e “gender-neutral” a partire da fine 2018, anno in cui il Council of Fashion Designers of America ha organizzato il calendario settimanale con una categoria in più “unisex/nonbinary”; oppure analizzare l’indagine condotta dal think tank statunitense Pew Research Center che ha confermato come su scala worldwide la familiarità con i prodotti gender-free sia cosmetici che più generalmente legati all’ universo fashion sia sempre più elevata: il 35% degli appartenenti alla Z generation ha già acquistato per sé oppure regalato articoli gender free, seguiti dai millennials con una percentuale del 25% e infine anche il 16% dei membri della X generation ha grande familiarità con i prodotti gender-free a supportare ed evidenziare l’enorme diffusione che questa tendenza ha ormai nel mondo.

Argomenti

Citati in questo articolo:
Waithe Lena, Procter e Gamble, Unilever, Pantene, Chanel, Euromonitor, Givenchy, Lyst, Pew Research Center, Council of fashion designers of America